sono solo pensieri in ordine sparso

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14 gennaio 2016

sbagliare è umano










perchè sbagliare è umano.
assolutamente umano. e gli unici che non sbagliano sono i santi o chi non vuol vivere.
vivere è difficile. sempre.
a qualsiasi età. vivere è un mestiere complicato, costellato di scelte giuste e sbagliate, di fortuna e sfortuna, di errori e di trionfi, di amore e di calessi.
e se invece dell'amore era un calesse?
e se quel calesse ti porta in una direzione sbagliata? ma non sbagliata di poco, sbagliata di tanto?
bisogna avere la forza e la capacità di accorgersi dell'errore, prima o poi. meglio prima.
e avere la forza per ammettere di aver sbagliato. e questa forza la trovi dentro, soprattutto se sei una crisalide intelligente e giovane. e bella. dentro e fuori.
sbagliare è umano, molto umano, più facile sbagliare che far bene.
questione di svolte: svolto a destra o a sinistra? e se a destra c'è il meglio e a sinistra il peggio chi me lo dice? il fato, a volte, si prende gioco di noi. quello che all'inizio sembra bello si puo' trasformare in un incubo.
e siccome poi la vita non è mai troppo gentile ti pone insieme alla scelta sbagliata altri casini in cui perderti, smarrirti, rotolare.
una patata che rotola, non proprio rotonda, ma rotola. sbanda, si riprende, quasi si ferma per capire ma poi ricomincia a rotolare sopraffatta dalla velocità.

ti fermo io, sono qui per te, per fermati.
ti fermo io, mia piccola farfalla in divenire, perchè io quella farfalla la voglio veder volare alto come puo' e sa fare, ti fermo io.    voglio vederla volare quella farfalla e pensare orgogliosa:
quella è la mia farfalla 

e fcostruiremo un muro  soffice e morbido contro cui farti fermare perchè tu non sbatta  e ti faccia ancora male.
faremo un muro d'amore per te, mattone su mattone, pezzo per pezzo e ti fermerai perchè ti vuoi fermare.
ti sono grata per aver deciso  il meglio, per te, per me, per tutti quelli che ti vogliono bene.
ti sono grata anche se mi costerà un sacrificio enorme starti lontana, ti sono grata perchè hai scelto di vivere.
ma dal letame nascono i fiori, ricordalo farfallina,  tu hai solo da capire  che  meraviglioso fiore sei.

ricorda: fino all'infinito ed oltre




25 aprile 2014






Giorgio Gaber 


perchè il 25 aprile è
festa della Liberazione, 
la fine della guerra, la fine del ventennio fascita .
l'Italia, 
Repubblica fondata sul lavoro (?).
come 
si puo' NON 
ascoltare questa canzone,
in memoria di tutti quelli che 
hanno data anima e cuore, 
in senso letterale, per un sogno di 
unità e democrazia.
e certa gente si dovrebbe vergognare 
(e sono in tanti) 
anche solo a pensarle certe cose.


8 aprile 2014

esposizione sbagliata























mi accorgo per sbaglio che la mia vita è un casino.
come la mia scrivania. 
sopra c'è di tutto, dentro c'è di tutto.
il pc e il mondo del web, candele,
appunti  fermati su pezzi di carta, un ferro da stiro,
una penna, la scatola del cellulare, cavi vari di collegamento
un libro su come fare il pane pieno di post-it segnalibro, fatture
cartelline, giornali, scatole, cassettine di legno
c'è perfino il libretto delle vaccinazioni e un cm per misurare
così fuori, così dentro.
un casino a cui non so e non voglio mettere ordine
perchè per mettere ordine bisogna buttare all'aria,
bisogna buttare tutto fuori e decidere quello che si tiene 
e quello che si butta.
e mi fa paura pensare a cosa potrei voler buttare.

21 marzo 2014

la giornata mondiale della poesia.....




















Donna

Nessuno può immaginare
Quel che dico quando me ne sto in silenzio
Chi vedo quando chiudo gli occhi
Come vengo sospinta quando vengo sospinta
Cosa cerco quando lascio libere le mie mani.
Nessuno, nessuno sa
Quando ho fame quando parto
Quando cammino e quando mi perdo,
nessuno sa che per me andare è ritornare,
e ritornare è indietreggiare
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
Ed io glielo lascio credere
E creo.
Hanno costruito per me una gabbia
affinché la mia libertà fosse una loro concessione
E ringraziassi e obbedissi
Ma io sono libera prima e dopo di loro, con e senza di loro
Sono libera nella vittoria e nella sconfitta
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della prigione è la loro lingua
Tuttavia la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio desiderio
E al mio desiderio non impartiscono ordini.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
Ed io glielo lascio credere
E creo.

Joumana Haddad



credono che la mia libertà sia loro proprietà
ed io glielo lascio credere 
e creo.

queste parole mi fanno pensare, mi fanno molto pensare... a voi?


24 febbraio 2014

4 giorni





musica per l'ascolto
buon volo Francesco...








lo hanno trovato a casa sua.
nel letto, sotto le coperte, vestito di sana pianta, mancavano solo le scarpe.
dopo quattro giorni di assenza qualcuno si è accorto che non era in giro e si è preoccupato.
dopo quattro giorni.
i carabinieri sono andati a cercarlo a casa, hanno sfondato la porta per entrare.
e lui era lì, solo, dentro al letto.
morto.

morto da solo.
certo, era anche vissuto da solo.
morto solo, chissà se ha avuto il tempo di avere paura o se si è addormentato e non si è più svegliato?
gli ultimi anni erano stati duri.
aveva perso i genitori, anziani ma pur sempre genitori.
non aveva moglie o fidanzata.
non aveva fratelli, sorelle, cugini, zii. non aveva nessuno.
non aveva un lavoro, ma era in cassa integrazione.
non aveva amici.
aveva solo quella casa, eredità dei suoi, senza elettricità, senza gas. senza.

e senza nessuno accanto è morto.
e mi sono sentita una merda.
parecchio merda.
sarebbe bastato cercarlo ogni tanto. invitarlo a cena da noi.
anche per il cibo, era dimagrito 20 kg nell'ultimo anno non avendo soldi per fare la spesa, ma soprattutto per parlare con lui  per dargli almeno l'impressione che sapevamo che esisteva, che ci ricordavamo di lui.
e mi sento ancora una merda.

siamo diventati tutti egoisti.
e più affondiamo e più diventiamo egoisti.
e non guardiamo le persone negli occhi, non vogliamo sapere dei loro guai,
non vogliamo provare pena per nessuno perchè se provassimo pena dovremmo fare
qualcosa per alleggerirci la coscienza e non ne abbiamo voglia
siamo diventati egoisti e anche  cattivi.


13 febbraio 2014

un giorno qualunque














non attese il suono della sveglia per alzarsi.
la spense per non disturbare suo marito.
si alzò in silenzio, era ancora buio fuori.
le sei del mattino di un giorno qualunque. per il resto del mondo.
le piaceva l'aria del mattino, quando il buio spariva piano piano e si vedeva alzare la nebbiolina sul fiume.
ma ancora era troppo presto. svegliò  i figli e come tutte le mattine si lavò i denti e la faccia.
mentre strofinava con lo spazzolino incontrò i suoi occhi. distolse subito lo sguardo.
infilò lo spazzolino nel beauty case che aveva preparato la sera prima. si truccò, come tutte le mattine e si mise due gocce di profumo. infilò i pantaloni, il maglione e scese le scale.
mise una tazza di acqua nel microonde e ci versò un cucchiaio di orzo.
come tutte le mattine, un leggero profumo e un po' di acqua sporca da ingurgitare.
dopo 5 minuti scesero, con gli occhi abbottonati di sonno, il cervello ancora addormentato dei ventenni e le facce gonfie.
maschio e femmina, biondo e bruna, occhi chiari identici, lineamenti simili.
gemelli. affiatati. complici.
salirono in auto in silenzio, tutti e tre.
lei fece il conto mentalmente di quello che doveva aver fatto: messo la valigia nel bagagliaio, il beauty case anche, il cellulare nuovo, il libretto di risparmio, carta di identità, patente, documenti vari.
mentre viaggiavano per arrivare alla stazione  si ascoltava la radio, di sottofondo.
non una parola.
aveva una leggera tachicardia ma se la tenne tutta per se.
il cuore batteva come un tamburo, il cervello scalpitava, l'ansia cominciava a salire.
abbassò il volume dello stereo per dire
- ci fermiamo a fare colazione? è presto stamani.
al bar, con la brioche e il cappuccino li guardava. faceva fatica a tenere per se i sentimenti.
quando fecero per andarsene e salutarla lei parlò
- fate i bravi, non mi fate preoccupare e abbiate cura di voi.  vi voglio bene.
gli sfiorò le guance con la mano e quasi quasi una lacrima ce la fece a scappare.
li vide salire sull'autobus mentre la salutavano con la mano e scherzavano fra di loro e con il loro amici.
risalì in auto e partì. si fermò davanti alla banca in attesa dell'apertura.
prese il telefono nuovo e lo accese. aveva lasciato il suo a casa, dentro l'armadietto dei biscotti.
ripensò alle lettere che aveva lasciato la sera prima nella cassetta della posta e se le ripetè mentalmente.
svuotò il libretto a risparmio lasciandoci poche centinaia di euro e salì in macchina. si diresse verso la città.
non si permise di pensare a niente mentre le lacrime rigavano il suo volto.
non poteva rimanere.
la sera avrebbero trovato le lettere, si sarebbero resi conto che lei era andata via.
via da quella vita, da quegli affetti che aveva paura di sciupare con la sua fobia, via da tutto e da tutti.

non mi cercate, nemmeno a "Chi l'ha visto" (scherzavano sempre sul fatto che uno non poteva nemmeno scappare di casa in pace con la Sciarelli), aveva scritto nella carta che avvolgeva le lettere.

sarebbe mai tornata?



5 dicembre 2013

io










a volte vago per blog
scelgo un blog che mi piace e visito i suoi 
commentatori.
avete mai provato?
e così son qui, adesso.
e sono qui che ascolto Gabriella Ferri,
canzoni random, mi si stringe il cuore
con quella voce meravigliosa di donna.

e vago, vago per il mondo 
della rete con passi felpati. 
leggo, scruto, rubo.
non lascio segni del mio passaggio.
ma sento.
sento tutti i sentimenti dietro quelle parole,
dietro quelle fotografie.

serata strana stasera. 
come tutti gli anni quando si avvicina il mio compleanno 
tendo a fare  riassunti.
riassumo gli anni passati
riassumo le rughe
riassumo i dolori avuti 
riassumo le risate fatte
riassumo gli amici, i compagni, gli affetti
nuovi affetti e vecchi di sempre

non mi piacciono gli anniversari, le ricorrenze

mi piacciono i panini ripieni
le pietre ghiacciate di queste mattine davanti casa 
l'orizzonte limpido di freddo di questi giorni
mi piace la vita

come dice Gabriella, grazie alla vita 
che mi ha dato tanto...



io



25 novembre 2013

qualcosa di rosso per le donne del mondo: e domani?

















si, oggi indossa qualcosa di rosso 
contro tutti i femminicidi del mondo

oggi siamo tutti più buoni
perchè oggi è la giornata mondiale contro 
la violenza sulle donne

oggi non ci saranno violenze (?)

e non devono essere le donne a denunciare
dovrebbero essere gli uomini a IMPARARE
ad essere educati che la violenza fisica 
NON E' AMORE

e basta con questo vittimismo, 
che saranno mai due schiaffi, 
alla fine si puo' perdonare...

che cosa si deve perdonare?

 un'educazione maschilista
in un mondo machista, con persone che fanno il bunga-bunga
o persone che sarebbero felici se le loro figlie
sedicenni fossero violentate da vecchi babbioni 
condannati che siedono ancora nel NOSTRO
SENATO della REPUBBLICA e 
urlano al golpe perchè il Presidente della Repubblica 
non gli concede la grazia anche senza chiederla?
di questo dovremmo ringraziare e perdonare?

dobbiamo cambiare la testa, il modo di pensare, il modo 
di vedere le donne e dobbiamo farlo con i nostri figli.

i nostri "maschi" ancora sparano 
ai falchi migranti in Calabria

siamo nell'anno DUEMILATREDICI dopo Cristo
non nel MEDIOEVO

AMORE non è mai VIOLENZA

e domani? 

domani la giornata mondiale contro la violenza sulle donne sarà passata,
si puo' ricominciare a menare?
a ignorare? 
a educare i nostri figli a essere maschilisti?

.facciamo che non sia così.







****Alle radici della mattanza, anche un'antica superstizione calabrese. Uccidere un falco metterebbe infatti al riparo dal rischio di avere una moglie infedele. "Per oltre dieci anni ho combatto questa battaglia e le posso assicurare che il vecchio credo popolare secondo cui abbattere un adorno, come vengono chiamati i falchi in dialetto calabrese, mette al riparo dalle infedeltà coniugali è molto più che una nota di folclore, ha un aspetto essenziale", racconta Alessandro Bettosi, ex comandante del Nucleo operativo antibracconaggio della Forestale. "Inevitabilmente - aggiunge - certe tradizioni si vanno affievolendo, ma qualche anno fa abbiamo arrestato un insegnante di liceo che era tornato apposta dal Piemonte per adempiere al rito". 

4 ottobre 2013

L'Isola dei Conigli, la spiaggia più bella del mondo






fratelli d'Italia







qui, in questo mare, davanti a questa piccola isola, l'Isola dei Conigli, nel Mar Mediterraneo sono morti ancora in troppi.
ancora per arrivare sulle nostre coste, una porta sull'Europa.
ancora per scappare dalla guerra che è l'unica vita che conoscono.
ancora per sfuggire a quella fame che non li lascia mai.
ancora per sfuggire a una vita di stenti e privazioni.
e quando arrivano a vedere la salvezza muoiono affogati in questo mare di cristallo. muoiono perchè il più delle volte non sanno nuotare, perchè per la maggior parte di loro il MARE si chiama RIVER, un fiume che se li porta via inclemente e incurante.
e noi stiamo a guardare. l'Europa sta a guardare.
proponiamo Lampedusa per il premio nobel per la pace invece di aiutarli ad aiutare.
con le parole e la retorica non si salvano le vite umane.
tutto quello che possiamo dire oggi è solo retorico e superfluo.
dovremmo solo vergognarci. tutti.





17 settembre 2013

4 parole


















qualche anno fa, in uno dei periodi più bui della mia vita, ho trovato quattro parole. 
anzi, ho trovato una donna che mi ha mostrato quattro parole.
lascia che io adesso lo faccia per te, come una catena.
solo 4 parole. 
un mantra. 
un mantra, una preghiera, un suono ripetuto in continuo per entrare in uno stato di intimità con te stessa e con l'universo.
mi dispiace, perdonami, ti amo, grazie.
sono solo quattro parole, in fin dei conti, ma  le parole hanno il loro peso specifico. 
mi dispiace, se ti ho ferito non volvendo, mi dispiace se ho sbagliato nei tuoi confronti, mi dispiace se non ho capito quello che volevi, mi dispiace per non essere quello che avresti voluto che fossi
perdonami, perdonami per quelle che ho fatto e per quello che non ho fatto, per quello che ho pensato e che non ho pensato, aiutami a perdonare mè stessa, aiutami a perdonarmi e cura le mie ferite con il tuo perdono
ti amo, perchè tutte le mattine quando apro gli occhi e vedo la bellezza che sta intorno a me non posso fare a meno di amarti, chiunque tu sia, qualunque cosa sia, ti amo quando vedo un albero, un filo d'erba, il colore del mattino, i profumi di casa, un bambino che sorride. ti amo per tutto quello di cui ho consapevolezza
grazie, per tutto, per la vita, per i sorrisi, per le risate, per l'amore, per il dolore, per la sofferenza, per gli amici, per i figli, per il cibo
solo un mantra, una preghiera, un ripetersi incessante di un suono che ti mette in contatto con il tè, quello dentro e nascosto, e il fuori, che lega e interseca il fuori e il dentro.
non so se potrà esserti utile, chiunque tu sia, ma se solo se ti farà sorridere sarà qualcosa.




Vagge

23 agosto 2013

2.32 finita










musica per l'ascolto
dead can dance
ocean









finita
nella nebbia mi sposto con le braccia protese in avanti
cercando di parare ostacoli inesistenti
finita
nella nebbia cerco di mettere a fuoco ma non vedo altro che niente
un niente sfuocato e lontano, un niente che puo' essere tutto
finita
annaspo, brancolo, respiro a pieni polmoni pioggia che mi annega
finita
non riesco 
a 
vedere 
oltre


niente
vuoto
nebbia








Pardonne mes lèvres. Ils trouvent la joie dans les endroits les plus inattendus.
dal film "Un'ottima annata"


8 agosto 2013

Tanti auguri AMANDA!















Ho un'amica che oggi compie gli anni. 
Non so quanti di preciso, forse 20 o 30 o 40 o 50, non lo so e non mi interessa. 
Perchè gli amici non hanno età, festeggiano solo i compleanni, gli amici, senza invecchiare mai.
Ho quest'amica che non mi ha detto che oggi era il suo compleanno: meno male che bazzicando il suo blog, mica cotiche,  ho trovato gli auguri della Alessandra.

Non so quanti hanni compie la mia amica ma mi piace vivere nel suo mondo. 
Il mondo incantato di Amanda. 
Con le sue storie fatte di fili e di sogni, le sue parole morbide anche se dure, con i suoi pensieri leggeri e fioriti di fantasia. 
mi piace parlare con lei, mi piace scambiare discorsi e farmi smontare i pensieri bui, perchè lei me li smonta sempre i pensieri bui.  

Quando vedo la lucina verde su google non mi sento più sola, so che lei è lì anche per me. 
e allora tanti auguri dolce cara passerotta dottora. 
A volte vorrei essere uno dei tuoi piccoli pazienti per sentirmi raccontare una storia. 
invece devo venire a leggermele sul glog, le storie. Ma lo faccio volentieri e di corsa quando ne vedo una nuova.
Un'altra cosa: tutte le lettere maiuscole di queste parole sono per te e solo per te.




Per te

Grace, Jeff Buckley





2 agosto 2013

6.23 mettiamo che un condannato sieda al Senato della Repubblica Italiana















musica per l'ascolto, OBBLIGATORIA.
Bella ciao





foto presa in prestito QUI


non ci dobbiamo mai scordare chi ha combattuto ed è morto per la nostra libertà





mettiamo che, per ipotesi, voi siate i titolari di una ditta, ben avviata ma che non naviga in acque molto calme. 
mettiamo che questa azienda sia un parte importante della vostra vita, che sia una parte condivisibile con gli altri e necessaria.
mettiamo che dobbiate assumere un amministratore che guidi la vostra azienda.
mettiamo che dobbiate  scegliere fra un amministratore con un bel curriculum e la fedina penale pulita e uno che ha all'anima tanti processi in sospeso, uno addirittura per induzione alla prostituzione, e che sia appena stato condannato a 4 anni di carcere per frode fiscale ma che fra ninnoli e nannoli riesca a sgabellarsela facendo  un anno di lavori socialmente utili e basta..... mettiamo tutte queste cose, ma voi chi assumereste?  
assumereste il condannato?


ecco, noi abbiamo questo signore di 76 anni, proprietario di 3 reti televisive in chiaro, reti di televendita, giornali, gruppi editoriali  e chissà che altro, in odore di mafia, condannato per frode fiscale (perchè ora non potranno dire che lui  non è mai stato condannato, non gli  sono bastate tutte le leggi ad personam che si è costruito dentro la Costituzione Italiana in tutti questi anni di "governo"), puttaniere (scusatemi ma non trovo parola più adatta), con una fidanzata più giovane della di lui figlia (la signorina ha 28 anni, ci sono solo 48 anni di dislivello, ma si sa, l'amore è amore!), ex velina di Telecafone (??????), che ci guida (noi, il popolo sovrano)  e ci sollazza con le sue leggi personali, per i suoi personali interessi, per i suoi personali godimenti,.......noi abbiamo una personcina così che siede nel Senato della Repubblica Italiana e che ha buone probabilità di poter contare ancora di essere capo del primo partito politico italiano....

ma che gente siamo noi?



31 luglio 2013

6.22 lucciole

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 musica per l'ascolto 


gone in minor tune 
















seduta sotto le stelle, nel fresco vento estivo. 
le lucciole che volano intorno alle luci del palco come falene impazzite. colori, suoni, musica, voci. 

ho milioni di piccoli pensieri che cercano di risalire, borbottano come acque di torrente, schiumano per uscire. 
convulsamente cerco di tenerli a bada.
li spingo, li abbasso, li colpisco. 

ma la musica, la cornamusa irlandese, i canti,  il cielo, le stelle e le lucciole non lasciano altra via.

e allora come in  un'onda mostruosa esondano e mi travolgono mettendo a nudo quello che non vorrei sapere, quello che non vorrei vedere. 

come attimi di comprensione terribile e impietosa radono al suolo tutte le mie certezze. 
rimane solo da ricostruire sopra le macerie.
rimane solo deserto e distruzione.
rimane solo l'ombra di ciò che poteva essere ma non è stato. 

oggi le farfalle voleranno lontane. 

17 luglio 2013

6.21 Viaggi




musica per l'ascolto

neighborhood #1













il primo viaggio di cui ho ricordo è quello fatto con mia mamma.
avrò avuto si e no 4 anni e viaggiavo in piedi sulla lucidatrice ridendo come una pazza mentre lei la spingeva per tutta la casa lucidando i difficili pavimenti in marmo rosa di Carrara.
la lucidatrice era un appaloosa impetuoso che mi portava nelle praterie americane e mi faceva volare oltre le mura di casa, era bellissimo cavalcare e volare libera nel vento.

poi sono arrivati i viaggi interplanetari: io e Stellina, piccolo cane meticcio di una bontà assolutamente sorprendente, sgattaiolavamo sotto la rete di recinzione della vigna davanti a casa e esploravamo angoli nascosti dell’universo, conoscevamo popoli e pianeti sconosciuti, intere giornate primaverili  passate fra grappoli di uva nera con chicchi piccoli e succosi, finocchi selvatici da rosicchiare fino alla fine e erba e fiori che servivano da cuscino. Distesa sull’erba, guardando dritto davanti a me, c’era il cielo.  Stellina con la testa appoggiata sulla mia pancia. accarezzavo l’erba  e riuscivo a vedere oltre, cose infinite, nuvole che diventavano delfini, città volanti, amori incredibili.

poi si viaggia per davvero. arriva l’ età che ti permette di partire, di prendere un sacco a pelo e aereo e di volare lontano portando con te tutti i tuoi sogni.
e già partire con quel senso di nostalgia per il ritorno, per la casa, gli affetti. partire con quel senso di nostalgia che si sente già chiusa la porta di casa e che ti accompagna latente per tutto il viaggio. 

ho viaggiato con l’amore, l’amore quello che ti prende e ti porta in luoghi sconosciuti, in meandri di strade intrecciate di sentimenti, l’amore che ti fa volare tanto in alto e che improvvisamente di scaraventa nel pozzo più profondo e nero che non ne intravedi il fondo.

e ho viaggiato con la musica: con il mio fedele lettore ho viaggiato in tutto il mondo, mi sono lasciata invadere dalle più belle melodie, dalle voci più incredibili. ho sentito con il cuore tutti i viaggi che mi sono stati indicati da quelle note  e ho volato su vette inaccessibili, su pianure sconfinate versando lacrime di gratitudine, sentendo tutto il bello dell’universo dentro di me.

ho viaggiato quando sono nati i miei figli, il viaggio più bello del mondo, il primo distacco con il taglio del cordone ombellicale, il primo sorriso.

ho viaggiato con la cucina, ho viaggiato impastando con amore pani di ogni regione, di ogni 
continente. 
ho viaggiato e continuo a viaggiare. il viaggio più  doloroso è stato, ed è, quello che ancora faccio con mè stessa. quel viaggio che mi spinge a guardarmi dentro, a trovare le parti più intimamente nascoste, quelle inconfessabili.

ma l’unico viaggio, quello comune a tutti, è il nostro viaggio nella vita.
il nostro cercare appoggio, cercare una mano amica per non viaggiare soli quando in realtà le cose per noi più importanti si fanno da soli: nascere e morire.



4 luglio 2013

Porte e finestre dei miei viaggi






















per le orecchie..



per gli occhi...

per partecipare  al senso dei miei viaggi


dovevo scegliere tre foto. e già diventa difficile.

dovevano essere porte o finestre.

e scopro che non sono l'unica ad avere la fissa di fotografare forte e finestre.

eccole, le mie porte, porte sul futuro, sul passato, porte che ti tengono fuori o che ti lasciano entrare, porte dell'anima, finestre sul cuore.





un porta su un giardino incantato, con arabeschi magici, chiusa per tenere fuori 
i pensieri cattivi e per lasciar entrare solo amore
Danimarca, Egeskov Slot






un faro. un faro che scruta lontano, sepolto nella sabbia, abbandonato
e lasciato solo con i suoi mille ricordi.
Danimarca, il faro di  Rubjerg Knude




ceramiche Brunelleschi, Sieci, Firenze
l'abbandono di una fabbrica, il negare di una realtà 
che ha nutrito per generazioni una terra, un paese intero.
hanno abbandonato la fabbrica (la struttura è protetta 
dalle Belle Arti in quando considerata 
archeologia industriale, anno 1774), hanno 
abbandonato i suoi operai per bieca e ottusa politica, hanno privato
della propria dignità 40 persone, gli hanno 
tolto il lavoro.








15 giugno 2013

Ode al carciofo ovvero la zuppa di carciofi con i chifferi rigati

















Ode al carciofo
Pablo Neruda 



Il carciofo
dal tenero cuore
si vestì da guerriero, zitto, costruì
una piccola cupola
si conservò
impermeabile
sotto
le sue squame, accanto a lui
i folli vegetali
s’incresparono, divennero
viticci, vite palustri, bulbi commoventi,
nel sottosuolo
dormì la carota
dai baffi rossi,
la vigna
dissecò i tralcida cui risale il vino,
la verza
s’accanì
a provarsi gonne,
l’origano
a profumare il mondo,
e il dolce
carciofo
là nell’orto, vestito da guerriero, brunito
come una granata,
superbo,
e un giorno
uno accanto all’altro
in grosse ceste
di vimini, camminò
su e giù per il campo
a realizzare il suo sogno:
la vita militare.
Allineato
non fu mai tanto marziale
come alla fiera,
in mezzo agli ortaggi
con le camicie bianche
eranoalti marescialli
dei carciofi,le file serrate,
le voci di comando,
e la detonazione
d’una cassa che cade,
ma sul più bello
arriva Maria
Con la sua sporta,
sceglie
un carciofo,
non lo teme,
l’esamina,
l’osserva controluce come un uovo,
lo compra, lo confonde
nella sua borsa
con un paio di scarpe,
con un cavolo cappuccio
e una bottiglia
d’aceto
finché
entrando in cucina
non lo immerge nella pentola.
Così finisce
in pace
la carriera
del vegetale armato
che si chiama carciofo,
e poi squama per squama
spogliamo
e mangiamo
la pacifica polpa
del suo cuore verde


grazie passerotta

minestra di carciofi e chifferi rigati

pulire e lavare due grosse patate, tagliarle a pezzettini e tenerle in acqua fredda.
in un filo d'olio in una casseruola di coccio  fate soffriggere una cipolla affettata a fette spesse.
pulite i carciofi, togliete la parte dura e divideteli in otto parti togliendo la peluria interna. mettete i carciofi a spicchi in acqua acidula.
quando la cipolla sarà dorata aggiungete le patate e dopo qualche minuto anche i carciofi. fate saltare le verdure e coprite con acqua o con brodo vegetale. aggiustate di sale e portate a bollore. fate bollire per una ventina di minuti a casseruola coperta. quando le patate saranno cotte aggiungete un paio di manciate di chifferi (o altra pasta corta a piacere) e fatela cuocere nella zuppa. aggiungete acqua se occorre. 
impiattate con olio extra vergine di oliva e una grattugiata di pepe. un po' invernale ma rifocillante e amorevole con il vostro corpicciuolo.
leccatevi i baffi!!!
 

13 giugno 2013

6.20 si conoscevano solo da vent'anni










si conoscevano solo da  vent'anni.  
erano  invecchiate insieme. 
almeno, si conoscevano per web da vent'anni.
avevano cominciato la loro amicizia epistolare nel 2012 o forse nel 2011, non ricordavano bene, ai tempi in cui andavano di moda i blog. una lo aveva per la sua voglia matta di cibo e di ricette ma ci scriveva sopra anche sproloqui e vaneggiamenti e l'altra solo di racconti,  vaneggiamenti e sproloqui. si erano conosciute in quel modo e piano piano avevano cominciato a salutarsi in privato tutti i giorni.
che fai oggi?
vado a prendermi un gattino nuovo
oppure:
senti, ho bisogno di un consiglio da dottora...
e io di una ricetta 
e così per anni scambiandosi idee, parole, sostegni e comprensioni. perchè a volte leggendo le parole dell'altra era come se le avessero scritte insieme. se non ci fossero stati i nomi non avrebbero saputo riconoscere di chi erano tanto erano uguali i modi di pensare. 
e anche l'infanzia. simili i modi di crescere. le famiglie allargate. le nonne, le bisnonne, le zie, le cuGine, la politica. i racconti si potevano intrecciare e fondere, gli stessi stati d'animo, gli stessi ideali. 
oneste, tutte e due, anche troppo onoste. 
una più sognatrice, una più disincantata: quale delle due? boh, si confondevano bene anche lì.
poi, dopo anni di epistolature (?) decisero di trovarsi a metà strada. che c'era a metà strada fra Padova e Firenze? decisero a tavolino con google maps che Castel Maggiore poteva andare bene e si incontrarono a prendere un caffè.  era l'anno 2020, dopo anni di parole finalmente si potevano toccare. 
e così fu per tutti gli anni a venire. una volta all'anno, un sabato per l'esattezza, si ritrovavano fisicamenente a Castel Maggiore, si sedevano al tavolino di un bar e facevano colazione. e poi parlavano che era più bello e facile che scrivere. ma non potevano usare skype vi chiederete? erano due romantiche, non potevano usare skype. 
si conoscevano solo da vent'anni. 

questo è per la mia amica Amanda:
 "io e te da grandi"

 

4 giugno 2013

6.19 ricette per la lietezza dello spirito









musica per l'ascolto


Perchè la vita ti passa addosso. Spesso e dolorosamente.  E ci sono giorni in cui non vorresti tornare a casa perchè tornare a casa è faticoso, difficile. Ci sono rapporti da coltivare, ci sono pensieri che devi tenere chiusi a doppia mandata e non far trapelare, ci sono quelle idee strane che ti girano per la testa e non vorresti avere tutti i piccoli grandi problemi di una vita normale, identica a milioni di altre vite. E diventa pesante e soffocante indossare la solita maschera per tenere a distanza tutto le noie e le quisquilie giornaliere.

E allora ti metti a cucinare perchè cucinare è un'arte, cucinare è un rito per rientrare in possesso della tua anima, cucinare è senitre il mondo che si crea sotto le tue mani. E tu adori cucinare.
Quasi come un culto, entri nella tua cucina e annusi. Si sentono i profumi delle spezie, se sai sentire bene, si sente il profumo del ramo di gelsomino siciliano che hai staccato dalla siepe, dolce e sinuoso che evoca ricordi di viaggi lontani di bambina.

Quasi come un cerimoniale sacro, ripetuto e affinato nel tempo.   buona musica di sottofondo, magari i Sigur Ros. Apri una bottiglia di vino, un buon chianti, lo versi in un calice e lo fai correre lungo le pareti di vetro della boulle e guardi il colore rubino che inonda mentre sale e scende in morbide curve.  E ancora annusi, ti inebrii con il profumo  prima dell'assaggio. Ti infili il grembiulone nero, giri i fili  intorno alla vita due volte e fai il fiocco, con cura, senza fretta, con affetto. Strisci le mani lungo le cosce per stenderlo. Accendi una sigaretta e la lasci bruciare nel posacenere vicino alla finestra perchè te la dimentichi e cominci.

Cominci a  sbucciare la cipolla, a scegliere il coltello, a tagliarla e a sentire il suono della lama sul tagliere di legno.  La affetti in fili sottili per metterla nell'olio. E aggiungi lo spicchio d'aglio. E non ti arrabbi nemmeno quando devi tenere premuto il pulsante del gas per almeno 7 o 8 secondi per farlo stare acceso. Fiamma bassa, bassissima. Senti lo sfrigolio della cipolla che sprigiona nell'olio il suo profumo. Sembra parlarti.

E poi ti piace sentire i profumi di cottura. T piace guardare la cosa che prende forma. E scegli  le erbe aromatiche, foglia per foglia con lentezza e attenzione, le lavi, le aggiungi.
E lasci andare il pomodoro mentre prepari la pasta.

 Impastare acqua e farina, sentire il calore che si allarga sotto le mani, sentire l'anima del grano che risorge. Distendere. Formare. Lasciar riposare.
Ti piace, ti dà piacere, ti acquieta l'anima.

E poi il desco: imbandito come quella di un Re, posate perfette, bicchieri enormi, tovaglie di lino incantato.
E quando il piatto arriva, fumante e delicato, bello ed etereo ti piace sentire i commenti estasiati degli amici.

Cucinare per te è come sparire nel mondo incantato delle fate, è come riappropiarsi della  vita con lentezza e perfezione, è godere di ogni profumo o immagine che riesci ad avere fino nell'ultima fibra del tuo corpo.
In fin dei conti sono solo ricette per la lietezza dello spirito.





10 maggio 2013

6.18 il mio fiore perfetto






Sigur Ros












coltivo un fiore. da anni.
lo tengo vicino a me, sempre. 
ho messo il semino in un barattolo vuoto tanti anni fa.
lo tengo vicino a me, alla luce, al caldo. 
è l'unico fiore che non mi scordo mai di annaffiare, di nutrire, di guardare
l'ho tenuto al caldo, l'ho protetto dalle intemperie come meglio ho potuto.
lo guardo con orgoglio e vedo il mio  fiore perfetto.
 l'ho visto sbocciare, aprirsi al mondo. 
è timido, esile e dritto. 
ha grandi occhi marroni, riccioli castani, mani affusolate, spalle dritte, il colore della gioventù.
è il fiore più bello del mondo il mio fiore. 
è una delle due più belle cose che abbia mai fatto in vita mia. 


alla mia bambina




VON