sono solo pensieri in ordine sparso

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11 marzo 2013

6.10 uveite e legittimo impedimento















certo che quel pover'uomo ha proprio sfortuna: uveite, questa fastidiosissima infiammazione dell'occhio che lo tormenta da giorni, e lui, lui pover'uomo sopporta tutto quel dolore (dice che più o meno è come una congiuntivite)  in ospedale in una suite di 200 mtr quadrati con  idromassaggio.
povera anima.
noi  invece, cittadini  cattivi e in mala fede  insieme alla Bocassini, la Ilda nazionale, gli mandiamo la visita fiscale.
tremendi, siamo un popolo di tremendi, poverello, adesso è anche iperteso!

saranno state le ripetute tirate di pelle che hanno influito sull'occhio?  sarà la plastica innestata di continuo su tutto la faccia? sarà il botulino?
........sarà mica malocchio?
"occhio malocchio, corno bicorno, aglio, fravaglio, fattura che non quaglio"
come avrebbe detto il principe Antonio De Curtis, in arte Totò.

e lui, povera anima candida  dice ai suoi di non manifestare sotto al tribunale.
martire della Bocassini, quella donna immonda e terribile (sempre sia lodata),  si fa martirizzare così... lui ha sacrificato tutto per noi, è sceso in politica per noi. 

potesse aver ruzzolato tutte le scale mentre se ne scendeva in politica, non era meglio per tutti?

mia nonna diceva che l'erba cattiva non muore mai..... saggezza popolare.


p.s. :


9 marzo 2013

6.9 cresciute per essere donne















ancora quella sensazione di sfuggevolezza. tutto scorre e passa troppo veloce. 
mi siedo. guardo lo schermo e vi trovo tutte,  trovo un mondo di colori e di idee. trovo un mondo di piaceri sottili della mente. 
ma il senso del dovere, quello che ti inculcano  fin da infante, quello che prima di tè ci sono i doveri, prima di tè ci sono tutti gli altri,  mi lascia uno strascico di senso di colpa. ci hanno cresciuto, le nostre mamme e le nostre nonne, per essere massaie, ci hanno cresciuto per accudire la casa, la famiglia, ci hanno cresciuto per essere la colonna portante e silenziosa di questa società maschile.

mi siedo e scrivo. non senza senso di colpa ma mi siedo e scrivo. 

e guardo fuori dal lucernario, le nuvole stanno passando leggere lasciando il cielo azzurro dietro, finalmente un raggio di sole. e il senso del dovere, il mio cervello di donna"educata" ad essere donna, di donna che deve fare mi borbotta di sottofondo "guarda che c'è il sole e se fai la lavatrice le lenzuola si asciugano in un battibaleno", ma lo ignoro e guardo fuori, apro uno spiraglio della finestra sul tetto ed entra un rivolo d'aria pulita.  sono arrivate le rondini, hanno preso possesso del vecchio nido in grondaia, non so se sono le stesse o forse i figli delle stesse, so solo che sono tornate e loro tornano a primavera, sfrecciano con le loro codine a punta nel cielo e disegnano meravigliosi contorni, volano fra le nuvole e si tuffano sulle gocce di rugiada. 

e io mi siedo e scrivo, con la premura di fare veloce perchè devo assolvere il mio compito di donna, di madre, di governante, di tuttofare. 

ma mi siedo e scrivo, e questa è una piccola concessione per me.

ascolto la musica, sento gli uccelli sul tetto, sento l'aria fresca che entra e che pulisce. 
mi siedo e scrivo, scrivo di me e del mio senso di inadeguatezza, scrivo di me e del mio pensare di essere sbagliata, sostituibile, piccola e inestistente, ma mentre scrivo penso anche di essere unica, irripetibile, forse sbagliata ma non c'è un altro sbaglio uguale a me.
ecco, adesso posso andare a fare il mio dovere, quello per cui sono stata allevata, fado a disfare il letto, pulisco, lavo, metto a posto, ma mi sono presa dieci minuti tutti per me. scusate se è poco, ma da qualche parte bisogna cominciare. peccato che le nuvole grigie siano riapparse dal lucernario, non c'è più traccia di quel bel celeste.















7 marzo 2013

6.8 vorrei essere un pavone




qualcosa che ascolta il piccolo principe





conversazione madre-figlio, al mattino presto, io con gli occhiali sul naso e una furia maledetta:


- Lore, tesoro, però per fare la foto al quadro l'evidenziatore lo potevi togliere ecchecaspita!

- mamma, l'evidenziatore l'ho disegnato io... difficile toglierlo!



questo è  l'opera di mio figlio con cui il professore di pittura ha consegnato l'unico 10 di tutto l'anno scolastico - "tecnica ineccepibile" .... permettetemi di fare il pavone ed essere orgogliosa!