sono solo pensieri in ordine sparso

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26 settembre 2012

2.20 la zanzara tigre






rosa canina



Ok, non si dorme. Preso atto che sono le 4.32 del mattino e che sono millenni che mi giro e mi rigiro nel letto grattandomi furiosamente una caviglia martoriata dalle zanzare tigre mi alzo. 
Continuo a grattarmi però. 
Le zanzare tigre sono infidete e fetenti. Le zanzare tigre non escono fuori come i vampiri al calar del sole, no, le zanzare tigre di martellano soprattutto di giorno. 
Ho combattuto strenuamente tutta la mattina ieri al lavoro: ne ho messe fuori combattimento tre, ma solo dopo che si erano approfittate di me abbondantemente.  Te le senti ronzare accanto alle orecchie, passaggi mirati, insistenti. E tu con le mani che cerchi di farle fuori. Presa dalla disperazione ieri le ho stordite con il deodorante per ambienti e poi, dopo un sommario processo di cui io ero giudice e giuria senonche avvocato difensore delle bestie, ho deciso che dovevano avere la pena capitale. 
Ma le mie caviglie protestano, sembra che abbia il morbillo. E io me lo ricordo bene come ero con il morbillo, l'ho preso a 18 anni ed ero una vera palla di fuoco....
Maledette loro, fra le loro pinzature e la mia insonnia stamani andiamo bene. 
Ora, se io alle 5 e 26 sono ancora qui a scrivere dopo aver viaggiato per gli oceani del tempo... del web, scusate,  come sarò stamani verso le ore 11.00: una zombie, un'essere amorfo e intontito dal sonno perduto e dalla stanchezza.  Con questo pensiero vorrei alzarmi e andarmene a letto ma, se vado su e comincio a correre la mille miglia distesa sveglio anche Holly che se ne sta nel suo recinto .... farò un altro giro per blog.
Ah, comunque buon giorno a tutti!

22 settembre 2012

2.19 rimorsi













Che cos'è un rimorso?
E' morderti ancora il collo mentre facciamo l'amore...

20 settembre 2012

2.18 oggi piove


per le orecchie:
Dead can dance, Severance





per gli occhi:





Si, oggi piove. Finalmente. Dopo mesi di siccità oggi piove.
E mi piace. Mi piace sentire il profumo della terra bagnata, dell'erba. Cielo grigio, coperto, fa fresco ma non freddo. Dai colori si potrebbe pensare a una giornata di novembre ma non è quel freddo umido che si insinua dentro le ossa, non fa freddo oggi.
Sono tornata a casa mentre pioveva a tambur battente. Si sentivano in lontananza i borbotii dei tuoni, profumi dappertutto, gocce che picchiettavano sulla mia testa, sui miei capelli.
Mi sono cambiata, ho preso le caloche, l'impermeabile giallo e sono andata a predere la Holly. Sta diventanto un'abitudine.
Ce ne siamo andate in giro sotto la pioggia per una mezz'ora buona. Ho viaggiato per prati, per campi e per boschi. Ho viaggiato per mondi lontani. Mi sono persa dentro la mia fantasia, mi sono ritrovata a sognare.
L'acqua che scende mi tranquillizza, è sempre stato così.
 Mi batte sulle spalle ed è come un'amica d'infanzia che parla con me o che mi ascolta, gli posso dire tutto a una goccia, tutto quello che a volte non dico neanche a me stessa.






Poi sono scesa al vecchio mulino, quello sul fiume. Era pieno di nuvole a bassa quota.  Disabitato da 50 anni o forse più, di lui rimane solo lo scheletro esterno fatto di pesanti pietre grigie e l'enorme macina di pietra. Piove anche dentro, non ci sono più i solai. Ma mi piace star li, seduta con le mani sulla pietra ad ascoltar piovere. La Holly annusa tutto, chissà che magnifico mondo di odori che ha in testa, lei. 
Mi rimetto in marcia e continua a piovere. Lascio le gocce scivolare sul mio viso come fossero lacrime che portano via tutto.